Direttamente da Venezia 77, ecco il nostro commento ai film visti in questa edizione a suo modo indimenticabile.

LACCI

di Daniele Luchetti (Concorso)
con Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher, Silvio Orlando, Laura Morante, Giovanna Mezzogiorno

Napoli, primi anni 80. Cronaca di una famiglia costretta a fare i conti con gli imprevisti della vita. Tratto dal romanzo di Domenico Starnone, il regista Daniele Luchetti realizza un interessante prodotto italiano che, al di là di una certa forzatura in alcuni momenti, funziona. Grazie ad un ottimo cast e ad un montaggio non banale, Luchetti ci parla di legami, rotture, incomprensioni, tradimenti, ribellioni. Occorre stare al gioco e non soffermarsi troppo sui dettagli (la scelta di casting tra attori giovani/attori vecchi lascia un po’ perplessi seppur bravissimi), ma alla fine Lacci funziona proprio nella sua “banalità acuta”. Quando vedrete il film capirete.

 

NIGHT IN PARADISE

di Park Hoon-Jung (Fuori Concorso)
con Tae-goo Eom, Yeo-been Jeon, Seung-won Cha

Corea del Sud. Un giovane gangster decide di vendicarsi dell’omicio della sorella e della nipote. Ma la vendetta comporterà delle pericolose conseguenze e degli inaspettati incontri. Il cinema coreano colpisce ancora!! Dallo sceneggiatore del capolavoro “I Saw The Devil”, arriva un gangster movie violentissimo, intenso e mozzafiato. Nonostante una lunghezza eccessiva e qualche caduta di ritmo nella parte centrale, Park Hoon-Jung costruisce una parabola nerissima e senza speranza, puntando sulla violenza esasperata come forma poetica (con un finale da capogiro). Sicuramente manca la solidità narrativa di altri capolavori coreani, ma “Night in Paradise” rimane un gioiello brutale e da non perdere.

 

MISS MARX

di Susanna Nicchiarelli (Concorso)
con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Felicity Montagu

Vita politica e sentimentale di Eleanor Marx, figlia di Karl Marx. Susanna Nicchiarelli porta sullo schermo la non facile vita di “Tussy” Marx, raccontata in chiave rock come Sofia Coppola fece con Marie Antoinette. Purtroppo la regista non riesce a costruire con convinzione un personaggio “rock”, e questa biografia risulta piatta e poco incisiva. Si parla tanto, c’è qualche incursione rockeggiante, e la voglia di realizzare un prodotto non banale ci sarebbe anche, ma la regia televisiva della Nicchiarelli annacqua un progetto che rimane interessante solo sulla carta.

 

 

PADRENOSTRO

di Claudio Noce (Concorso)
con Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Marco Pancrazi

La tragica vicenda dell’attentato terroristico al questore Alfonso Noce rivista attraverso gli occhi del figlio Valerio. Il regista Claudio Noce ricostruisce lo storico attentato al padre nel 1976 unendo fatti reali e storia romanzata. Il risultato finale è purtroppo un’opera che manca l’obiettivo e, a causa di una sceneggiatura un po’ sgangherata e molte cadute di ritmo, non riesce ad arrivare al cuore dello spettatore. Un vero peccato perché il cast funziona (a partite dal solito, splendido Pierfrancesco Favino, anche produttore) e l’atmosfera anni 70 è perfetta.

 

 

AMANTS

di Nicole Garcia (Concorso)
Con Pierre Niney, Stacy Martin, Benoît Magimel

Tormentata storia d’amore tra un giovane spacciatore e una ragazza. Le loro vite saranno destinate ad incontrarsi più volte. Terrificante pellicola di Nicole Garcia che manca clamorosamente l’obiettivo e ci propina una assurda e involontariamente ridicola storia d’amore. La coppia formata da Stacy Martin e Pierre Niney non riesce a trasportarci all’interno del loro inferno d’amore e, a causa di una sceneggiatura al limite dell’imbarazzante, il film crolla inesorabilmente in un finale inutile e atroce. E pensare che “Amants” è all’interno del concorso ufficiale. Aiuto.

 

 

PIECES OF A WOMAN

di Kornél Mundruczó (Concorso)
con Vanessa Kirby, Shia Labeouf, Ellen Burstyn

E’ complicato recensire un film come Pieces of a Woman, primo film americano di Kornél Mundruczó. E’ complicato perchè racconta una storia drammatica, anzi, molto drammatica. E’ complicato perchè i primi 25 minuti sono di una devastazione fisica e sensoriale senza precedenti. E’ complicato perchè nonostante il turbinio di emozioni e tecnicismi, non convince fino in fondo. La storia è quella di Martha e Sean, coppia in attesa del loro primo figlio. La scelta di partorire in casa provocherà un avvenimento che porterà tragiche conseguenze. “Pieces of a Woman” è un film sul dolore, sulla perdita, sulla rinascita. Un film che inizia come un thriller, in un magistrale piano sequenza, e poi “riinizia”. C’è Vanessa Kirby che si fa corpo (a pezzi) e anima (ancora più a pezzi) di una donna devastata e in cerca di mele (molto bello l’accostamento, lo capirete guardando il film). C’è Shia Labeouf, il marito, che con i suoi modi rudi trasmette amore. Poi c’è Ellen Burstyn, memorabile in una sequenza insieme alla Kirby. Non tutto funziona però. Qualche momento un po’ banalotto, la musica troppo presente di Howard Shore, un finale troppo “semplice”. Ma l’occhio e l’anima di Mundruczó, insieme alla moglie/sceneggiatrice Kata Weber, ci trasportano in una dimensione che comunque non dimenticheremo.

 

MANDIBULES

di Quentin Dupieux (Fuori Concorso)
Con David Marsais, Grégoire Ludig, Adèle Exarchopoulos

Due imbecilli decidono di rubare un auto per consegnare una valigetta ad un boss. Nel bagagliaio trovano una mosca enorme e decidono di usarla per diventare ricchi. La nuova commedia surreale di Quentin Dupieux sbarca al Lido e porta una ventata di folle comicità. Un film delirante, pieno di personaggi assurdi e scene al limite del no sense, ma se si sta al gioco creato da Dupieux, “Mandibules” è irresistibile. Indimenticabile il personaggio di Adèle Exarchopoulos e finale da applausi. Elogio all’idiozia capace di creare un vero tormentone cult.