JOKER di Todd Phillips. La nostra recensione dalla Mostra del cinema di Venezia 76

Arthur Fleck, un uomo timido e asociale, sogna di diventare un grande comico. Ma il suo destino lo porterà ad affrontare un viaggio nella follia e nel caos. Straordinario e anomalo “cinecomic” diretto da Todd Phillips, che analizza le origini di uno dei più grandi nemici di Batman.

Dimenticate tutto quello che sapete sui fumetti, qui si fa sul serio. Violento, crudo, potente, visionario, perfetto. Joker è una parabola su un uomo che voleva far ridere le persone, ma che in realtà le farà sprofondare nel caos di disperato.

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Immensa interpretazione di Joaquin Phoenix, tragico e spaventoso Quasimodo moderno. Il nuovo Joker è arrivato, niente sarà più come prima. Splendido.

Phillips si ispira a chi più di tutti ha sputo raccontare, in modo grottesco e sarcastico la figura del reietto, del vagabondo, dell’uomo ai margini della società, Charlie Chaplin e lo fa con grande maestria.

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LE MUSICHE 

A dare potere al film e alle scena è la musica che si integra perfettamente con la fotografia e le espressioni di Phoenix. La colonna sonora, curata dal compositore islandese Hildur Guðnadóttir scava nella musica americana classica con brani come Smile di Jimmy Durante, That’s life di Frank Sinatra e “Slap That Bass”, composto da George Gershwin e scritto da Ira Gershwin.

Ed è proprio grazie alle musiche che viviamo al massimo e ancora di più tutta la potenza del film e della figura del Joker.