Pieno deserto. Jen, giovane e provocante amante di un uomo ricco, viene selvaggiamente violentata da un amico del compagno e poi buttata da un burrone. Miracolosamente, la ragazza sopravvive alla caduta e inizia ad organizzare una sanguinosa vendetta contro chi l’ha ridotta in questo stato.

Prendete il cinema sanguinolento di Quentin Tarantino, le musiche elettroniche di John Carpenter, i rallenty vertiginosi di Sam Peckinpah e le atmosfere “calde” di Mad Max. Frullate tutto con colori pop ultra-sgargianti e il risultato finale è Revenge, folgorante opera prima della regista francese Coralie Fargeat, che ha convinto la critica di mezzo mondo, ed effettivamente, ha convinto anche noi.

Con grande senso estetico, la regista ci catapulta in uno scenario quasi surreale, dove regnano sabbia e sole. Uno scenario abitato da 4 persone (3 uomini e una donna), destinato ad esplodere in un turbine di sangue e budella.

Evitando approfondimenti psicologici e riducendo all’osso i dialoghi, Fargeat ci costringe ad assistere a scene violentissime e ultra-gore, stemperate da qualche momento ironico e illuminate da una fotografia accecante.

Ottima è anche la trasformazione del personaggio di Jen, interpretato dalla nostra Matilda Lutz. Una lolita bionda in stile Barbie che “muore” e rinasce come l’Araba Fenica nei panni di un Angelo della vendetta pronta a tutto.

In conclusione, Revenge è un ottimo B-Movie, dallo stile originale e colorato, destinato a diventare un vero e proprio cult per tutti gli appassionati del genere. E la regista Coralie Fargeat è ufficialmente una nuova autrice da tenere d’occhio.