Si è parlato tantissimo e se ne parla ancora e se ne parlerà ancora e ancora di questo straordinario film firmato Bong Joon-Ho, Parasite, ovvero, Parassita. 

Il film, che sta raccogliendo premi a destra e a manca (ci aspettiamo anche l’Oscar come miglior film straniero e forse anche la miglior sceneggiatura originale) e che ha letteralmente stregato la giuria del Festival di Cannes, si avvia verso l’Oscar.

Intanto però è tornato nelle sale italiane e da oggi, giovedì 6 febbraio lo potete recuperare e anzi, lo dovete assolutamente recuperare se non lo avete già visto.

ELENCO DELLE SALE DOVE TROVARE PARASITE

Ma perché, vi chiederete, ha avuto così tanto successo e soprattutto perché se ne parla così tanto?

Ecco allora che vi vogliamo dare qualche valido e ottimo consiglio per non perdervi il film:

1) LA STORIA

Nel film seguiamo le vicende di una famiglia povera, che vive di sussidi e stenti, i Kim. La prima scena è emblematica del disagio della famiglia, padre, madre e due ragazzi che vivono in un seminterrato e cercano di captare qualche linea del wi-fi del vicino. Poi, ad alleviare le sfortune dei Kim arriva un amico del figlio maggiore, Ki-Woo gli fa sapere che, dovendo partire per un periodo di studi all’estero, lascia il posto di tutor della figlia di un ricco imprenditore proprio al giovane Kim che, sprovvisto di diploma universitario lo falsificherà per arrivare alla ricca famiglia. E’ questo l’inizio che innesca una serie di effetti collaterali che andranno a toccare tutta la famiglia, tra risvolti thriller, drammatici ma con un sarcasmo e un’ironia tali per cui per due ore non staccherete gli occhi dallo schermo.

2) LA REGIA

Non si può non notare la regia del film: creata appositamente per regalare allo spettatore una visione della storia che centra il punto, una storia che scava nella povertà e soprattutto nelle disuguaglianze sempre più visibili tra ricchi e poveri. Questo il regista non lo dimentica mai e non vuole che neanche lo spettatore lo dimentichi quindi, per tutto il film, ce lo ricorda attraverso una regia accurata che vive di dettagli. Ad un certo punto del film la camera si sposta nel giardino perfettamente curato dei Park, la famiglia benestante  che offre al giovane Kim ( e non solo) un lavoro mentre all’interno della casa si sta vivendo un incubo. Dettagli visivi e narrativi che solo la regia precisa di Bong Ho poteva creare una suspense mescolata all’ironia di tale impatto.

3) POVERTA’ E RICCHEZZA

Come due gladiatori si sfidano nel film: da una parte c’è la povertà dei Kim, che cerca un riscatto sociale ed economico e lo trova nella ricchezza dei Park, che oltre il denaro non possiede nulla. Da una parte ci sono personaggi scaltri, furbi e che non hanno nulla da perdere e dall’altra una famiglia che vive nel lusso ma piena di paure, insicurezze, superficialità. Chi non ha nulla e chi ha troppo, uno dei disagi più grandi della nostra società che Bong affronta con brutalità e una grande onestà: questo è Parasite, ma chi è il vero parassita? Chi vive ai margini della società mangiando “le briciole” o chi ha tutto e non riesce a rapportarsi con le persone? Anche se il desiderio dei poveri è quello di diventare ricchi, ci sarà sempre chi prenderà il loro posto. Una battaglia dove non c’è nessun vincitore.

4) I PERSONAGGI

Forse la parte migliore del film, la caratterizzazione dei personaggi. Ognuno con un ruolo ben preciso e con un carattere definito, la famiglia Kim e la Park sono entrambe rappresentate da personaggi ben scritti e riusciti come del resto tutta la sceneggiatura.

5) I COLPI DI SCENA

Ci sono. Non vi dico altro. Li scoprirete.