Anche se quest’anno abbiamo rinunciato al cinema, siamo riusciti a stilare come sempre la nostra classifica dei to e flop, sia film che serie. 

TOP FILM

SOUND OF METAL di Darius Marder (Prime Video)
Un batterista metal inizia un complicato percorso verso la sordità. Film sensoriale e immersivo. Darius Marder, al suo primo film, ci catapulta in mondo ovattato e psicologicamente devastante, costringendo lo spettatore a cercare il silenzio che è in noi. Riz Ahmed da Oscar. Assordante.

THE CALL di Lee Chung-hyeon (Netflix)
Due ragazze di due epoche diverse si incontrano telefonicamente. L’amicizia si trasformerà in un incubo. Horror/thriller/sci-fi coreano dal ritmo indiavolato e dalla sceneggiatura di ferro. Forse una delle vere sorprese del 2020. E ci regala uno dei villain più memorabili degli ultimi anni. Vorticoso.

FAVOLACCE di Fabio e Damiano D’Innocenzo
Una normale periferia italiana nasconde segreti inimmaginabili. Il cinema italiano, quello bello e potente. I fratelli D’Innocenzo, alla loro seconda opera, firmano un’impietosa e terrificante radiografia della nostra società. Grande padronanza della macchina da presa e attori in stato di grazia. Uno dei pugni allo stomaco più dolorosi di quest’anno. Grottesco.

SOUL di Pete Docter (Disney+)
Un jazzista muore improvvisamente prima di realizzare il suo sogno. Finito nell’Aldilà, farà di tutto per tornare nel suo corpo. Ennesima meraviglia targata Pixar che analizza, con grande delicatezza, il senso della vita. Intenso, emozionante, divertente. Forse un tantinello complesso per i bambini, ma per gli adulti è qualcosa di straordinario e immersivo. Capolavoro.

I MISERABILI di Ladj Ly
La vita di una pattuglia anti crimine di Montfermeil costretta ad affrontare un clima di tensione e violenza per il controllo del quartiere. Bomba francese. La dura realtà delle periferie francesi si mescola al cinema action in un film talmente bello quanto mozzafiato. Ladj Ly è un regista che promette scintille nel suo futuro. Da cardiopalma.

Antebellum di Gerard Bush e Christopher Renz (Amazon Prime)
Un horror politico pieno di colpi di scena. Una storia originale e ben costruita.

L’uomo invisibile di Leigh Whannell
Horror thriller da non perdere, sia per la trama che per il ritmo. Elisabeth Moss nei panni della protagonista regge la storia. Da vedere.

FLOP FILM

REBECCA di Ben Wheatley
Nuova rivisitazione del romanzo di Daphne Du Maurier già portato sullo schermo da Alfred Hitchcock. Il genio di Ben Wheatley faceva ben sperare, ma l’operazione targata Netflix si è rivelata un bel buco nell’acqua. Attori moscissimi e film che non decolla mai. Piatto come una tavola da surf. Meglio recuperare il capolavoro di Hitchcock. Wheatley rimane un genio, ma non per questo film. Piatto.

NEW MUTANTS di Josh Boone
Spin-off di X-Men ambientato in un ospedale psichiatrico. Le premesse erano buone, un cinecomics in salsa horror, ma in realtà tutte buttate nel pattume. Poi di mezzo c’è stata anche l’acquisizione della Fox da parte della Disney (che non ha aiutato), ma il film è talmente inconsistente e con personaggi ultra trasparenti che è quasi imbarazzante. Si salva solo Anya Taylor-Joy. Si, ma l’horror? Lasciamo perdere. Morte definitiva dei mutanti Marvel. Trasparente.

CATS di Tom Hooper
Il celebre musical di Brodway portato sul grande schermo dal regista premio oscar Tom Hooper. Gatti alieni mutanti che cantano e ballano a caso. Poteva andare peggio. Forse sì, ma il look dei gatti e la messa in scena psichedelica rendono Cats uno dei WTF dell’anno. Sarò sincero, qualche momento si salva (il celebre brano Memory), ma è tutto talmente un delirio senza senso che si fatica a seguire. Semplicemente non è adatto per il cinema. Punto. Mutante.

CHARLIE’S ANGELS di Elizabeth Banks
Le quattro agenti segreti più belle contro una nuova tecnologia che minaccia il mondo. Tornano le Charlie’s Angels ma senza Cameron Diaz & Co. Le nuove tre agenti sono carine, ma purtroppo il film è già visto e rivisto. Originalità pari a zero. Cosa rimane? Boh, i capelli corti di Kristen Stewart? Ecco, quello sì. Girl Power? Molto Girl, poco Power.

BLOODSHOT di Dave Wilson
Vin Diesel viene trasformato in un cyborg per vendicare la sua famiglia. Cinecomics per adulti con un Vin Diesel senza pietà. Magari. Questo Bloodshot è un action fuori tempo massimo talmente ridicolo che manco i bambini delle elementari riescono a guardarlo. Scene ridicole e il solito monolitico Vin Diesel. Serve dire altro? Per carità, non sprechiamo altro tempo. Monolitico.

TOP SERIE

Bojack Horseman (Netflix)
La sesta e ultima stagione di una delle serie più azzeccate che ci siano in circolazione. Il cavallo umanizzato Bojack ancora una volta ci porta in un viaggio speciale, fatto di emozioni, introspezioni, cinismo e ironia. Da non perdere assolutamente.

The Crown (Netflix)
Quarta stagione molto attesa questa, dove finalmente ci troviamo faccia a schermo con la più amata della Royal Family, Lady D. A dare ancora più slancio a questa stagione, Gillian Anderson nei panni della Prima Ministra, Margaret Tatcher. Per il resto, come nelle altre stagione, non manca lo stile e la grande capacità attoriale che caratterizza tutta la serie.

Better Call Saul (Netflix)
Forse la migliore stagione della serie basata sulle disavventue dell’avvocato Saul Goodman. In generale tutte le stagione e la serie in sé è una delle migliori degli ultimi anni m questa stagione è davvero imperdibile. Come sempre, grandi attori.

Ratched (Netflix)
Thriller ambientato negli anni 40 dove la protagonistsa, l’infermiera Mildred Ratched giunge in California per entrare a far parte del team di infermieri che lavorano all’interno di un centro psichiatrico, gestito dal visionario dott. Richard Hanover, dove vengono attuate sperimentali pratiche molto cruente per curare la mente umana. Il regista Ryan Murphy riesce sempre a stupirci e quando si parla di stile, costumi e trame coinvolgenti, lui è il numero uno. E poi nei panni della protagonista c’è Sarah Paulson e questo già vale la visione.

Hollywood (Miniserie, Netflix)
Dietro l’idea anche qui c’è Ryan Murphy che questa volta ci porta nella sfavillante Hollywood degli anni Cinquanta dove un gruppo di attori e registi cerca di sfondare, tra pregiudizi e ipocrisie.

The Boys (Prime)
Il team di supereroi gestito dalla multinazionale Vought American ritorna per una nuova seconda stagione che, come la prima, convince per azione e trama.

Sweet Home (Netflix)
Serie sudcoreana horror postapocalittica dove un gruppo di persone cerca di sopravvivere ad un’invasione di mostri.

La regina degli scacchi (Miniserie, Netflix)
Serie evento dell’anno, la Regina degli scacchi racconta una parte della vita della scacchista Beth Harmon, interpretata dalla bravissima e molto convincente nella parte, Anya Taylor-Joy. La serie stupisce per il ritmo, la trama, la storia e la prova attoriale di Anya, davvero strabiliante. Da non perdere.

FLOP SERIE

La casa di Carta (Netflix)
Che dire, ogni stagione uguale all’altra, non c’è una trama definita ma solo caos. La serie doveva fermarsi alla prima stagione, adesso è stancante e noiosa.

Hunters (Prime)
Se la base della storia è convincente e per certi versi molto originale, la serie ad un certo punto si perde e diventa un minestrone. Peccato perché i presupposti ci sono ma a volte, il troppo stroppia.

The haunting of Bly Manior (Netflix)
Dopo The haunting of Hill House (Le due stagioni non sono collegate tra loro), la serie horror torna con un’altra stagione forse più noiosa e scoordinata della prima. Intanto perché non si può definire horror e poi perché non c’è un ritmo ma tutto viene raccontato in modo grossolano e approssimativo. Da perdere assolutamente.