Dopo il duro colpo di Avengers – Infinity War avevamo proprio bisogno di un film del genere. Ant Man and the Wasp si portava dietro il fardello di Infinity War, uno dei film più traumatici della Marvel ed è riuscito, in modo impeccabile, a far risalire l’umore a tutti i presenti.

A noi il film ha convinto molto, in primis per la leggerezza, l’ironia (palpabile anche nel primo) ma soprattutto la maturità raggiunta dai protagonisti che sono riusciti a creare un action movie divertente e appassionante.

 

Paul Rudd (Ant Man) è perfetto nella parte, da un lato un padre con un animo infantile e dall’altro un abile guerriero in grado di rimpicciolirsi e ingrandirsi (di molto!). Al suo fianco Evangeline Lily (The Wasp) in linea con le figure femminili create dalla Marvel: non hanno bisogno di nessuno e spesso trovano la soluzione.

Quello che però diverte e convince più di tutti è Michael Douglas, nel panni dello scienziato Henry Pym, questa volta scatenato, senza peli sulla lingua e davvero spassosissimo.

A dare man forte anche il trio di amici e colleghi al fianco di Scott – Ant Man ovvero Michael Peña, anche lui in gran forma, David Dastmalchian e T.I.

Ci sono i colpi di scena (soprattutto alla fine ma se siete dei veri fan Marvel non vi alzerete prima dei titoli di coda) e si arriva ad un punto di svolta.

Quello che convince? Un’ottima sceneggiatura, effetti speciali degni della firma Marvel e gli inseguimenti per San Francisco, spettacolari.

Ottima prova anche per un ritrovato Lawrence Fishburne, nei panni di Bill Foster/Goliath, che lascia l’universo DC (era il capo di Clarke Kent in Man of Steel e Batman v. Superman) per entrare nell’universo Marvel.